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sabato 8 novembre 2014

Studio PIC 18F (18F4431) #7 :: "Comunicare con il PIC via seriale (RS-232)"


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Possiamo scambiare informazioni (dati) con un PIC? Certo che si!
I PIC 18F, in particolare, mettono a disposizione diverse soluzioni hardware per la comunicazione: UART-USART, I2C, SPI, e perfino USB (18F2550 e affini).
La scelta del protocollo dipende in primis dal tipo di dispositivo che deve interfacciarsi con il nostro PIC: un altro micro-controllore, un modulo GPS, un dispositivo MIDI, un PC, il Raspberry PI, il Lego Mindstorm, ecc... ecc...

Direi di procedere in ordine di complessità crescente e quindi di affrontare per prima, in questo articolo, la comunicazione seriale asincrona o UART.
Tale interfaccia:
  1. è di tipo asincrono (bit start/bit stop)
  2. permette colloquio FULL-DUPLEX tramite due linee distinte: una per l'invio (TX) e l'altra per la ricezione (RX)
  3. permette il colloquio tra due soli dispositivi: un master e uno slave (detto TERMINAL).
  4. la velocità di invio dei bit è detta BAUD-RATE e può essere scelta in un range da 300 a 115200 bit al secondo.

Tramite la UART possiamo interagire ad esempio con un PC (se dispone ancora dell'interfaccia RS-232) o con il RaspberryPI.
I fili necessari vanno da un minimo di 3 a un massimo di 5 a seconda che implementiamo o meno i l controllo hardware di flusso: GND, TX, RX di base, CTS, RTS per il controllo di flusso hardware.

Dato che voglio controllare il PIC dal PC avrò bisogno di un dispositivo intermedio per adeguare il livello dei segnali TTL del PIC con quello richiesto dalla RS-232 del PC: ad esempio un Max232 o un Max233

A tale scopo ho realizzato questo semplice modulo:



Ecco il suo schema elettrico:


La linea RX del modulo sarà connessa al pin TX del PIC, mentre la linea TX del modulo al pin RX del PIC: in questo modo i bit trasmessi dal PIC saranno ricevuti dal PC e viceversa.

Implementazione UART del PIC

Il modulo hardware per la gestione UART (o USART) è chiamato EUSART e permette di implementare sia l'interfacciamento asincrono che sincrono, l'autodetect del BAUD-RATE, l'auto wakeup in ricezione dati, ecc...: insomma è un modulo veramente flessibile e potente.

Per i nostri scopi dobbiamo concentrarci sulle specifiche relative alla sola modalità asincrona a 8 bit dati in full-duplex (non trattando al momento il wakeup e l'auto baud rate); i registri da utilizzare sono:

RegistroDescrizioneBit utilizzati
TXSTAConfigurazione e status del modulo TXTX9=0, TXEN=1, SYNC=0, SENDB=0, BRGH=X,
RCSTAConfigurazione e status del modulo RX, attivazione modulo serialeSPEN=1, RX9=0, CREN=1,
BAUDCTLConfigurazione e status del baud rate e del wakeupBRG16=X, WUE=0, ABDEN=0
SPBRGH:SPBRGConfigurazione generatore del baud ratetutti
TXREGScrittura byte da inviaretutti
RCREGLettura byte ricevutotutti
(X=vedere paragrafo sulla configurazione del baud rate)

Per attivare e gestire gli interrupt associati al modulo i registri sono:

RegistroBit utilizzati
INTCONGIE/GIEH, PEIE/GIEL
PIE1TXIE, RCIE
IPR1TXIP, RCIP
PIR1TXIF, RCIF

Configurazione del baud rate

La scelta della velocità di trasmissione/ricezione dei singoli bit può essere libera o vincolata dal dispositivo con il quale ci dobbiamo collegare.
Una volta determinato il BAUD rate dobbiamo far riferimento alle tabelle sul datasheet del PIC per capire quale è la configurazione ideale dei bit BRG16 e BRGH in relazione alla FOSC e all'errore riportato.
Ad esempio: volendo un BAUD rate di 9600 con un FOSC di 8 MHZ riscontro sempre un errore dello 0,16% a prescindere dalla configurazione a 16 o a 8 bit e alla modalità High/Low speed.
Pertanto imposterò BRG16=0 e BRGH=0 calcolando il valore di SPBRG con la formula:

SPBRG = ((FOSC/BAUD)/64) - 1

Quindi: SPBRG = ((8000000/9600)/64) -1 = 12,02083 (arrotondato a 12).
Visto che il valore è inferiore a 256 posso impostare il solo registro SPBRG.


Trasmissione

La trasmissione di uno o più byte avviene tramite la loro scrittura sequenziale del registro TXREG avendo ovviamente l'accortezza di attendere che il byte precedente sia stato preso in carico dal modulo EUSART prima di scrivere quello successivo.
Per fare ciò possiamo utilizzare gli interrupt oppure leggere lo stato del bit TXIF del registo PIR1 tenendo presente che TXIF :

  1. viene settato a 1 quando il TXREG può essere scritto (e quindi non appena abilitiamo la trasmissione settando il bit TXEN del registro TXSTA
  2. non può essere resettato via software: vuol dire che viene settato a 0 direttamente, dopo la scrittura del registro TXREG, dal modulo stesso quando il valore è stato trasferito in un altro registro interno per lo shift dei singoli bit e la  loro trasmissione .
  3. può essere testato solo dopo aver atteso almeno un ulteriore ciclo di clock (nop) dalla scrittura di TXREG


Ricezione 

Quando il modulo ESUART ha ricevuto un byte (gestendo internamente tutta la logica di ricezione) ne trasferisce il valore dal registro interno al registro RCREG settando l'interrupt flag RCIF a 1.
A questo punto, prima che arrivi un altro byte dalla seriale, dobbiamo leggere il registro RCREG in modo da evitare un OVERRUN (bit OERR settato nel registro RCSTA).


Mano al codice

Unendo due precedenti post (il #5 e il #6) realizziamo quindi un PWM controller che sia però comandabile da remoto via RS-232 in modo da poter variare il colore prodotto da un led RGB semplicemente inviando il valore dei singoli colori.
Inoltre aggiungiamo un display LCD dove indicare lo stato dei valori correnti.

Il progetto è scaricabile qui.


Circuito elettrico



Realizzazione pratica




Utilizzo

Nel mio caso, non disponendo della presa seriale sul PC, ho acquistato una comoda interfaccia USB-RS232.
Per inviare i comandi al Pic in esadecimale in modo facile e intuitivo consiglio l'ottimo software gratuito 'Ultra serial port monitor'.
Le immagini che seguono sono invece tratte da un altro programma non gratuito che ho potuto provare prima che scadesse il periodo di valutazione.


1: invio i tre byte alla prima linea: 00 FF 00 (colore verde)
2: vengono ricevuti dal Pic aggiornando il display lcd e lo stato del led rgb

3: invio ora i tre byte alla seconda linea per produrre il colore giallo
4: ricevuti e processati

5: infine invio l'ultima sequenza per ottenere il colore rosso
6: ricevuti e processati anche questi



Stay tuned!
ap

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NB: l'autore non risponde di eventuali danni causati da omissioni, inesattezze o errori eventualmente presenti nell'articolo pubblicato.
Prego, segnalare suggerimenti e migliorie commentando questo post o inviando una email a padnest@gmail.com.

sabato 28 dicembre 2013

Studio PIC 18F (18F4431) #5 :: "PWM RGB led: un arcobaleno di colori"


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Come naturale conseguenza del precedente post, che ha introdotto i primi rudimenti sulla generazione di segnali PWM con i pic18f, questo articolo prosegue e estende il concetto applicandolo ad un led di tipo RGB.
I led RGB, come saprete benissimo, sono 3 led in uno ognuno dedicato ad un singolo colore primario della sintesi additiva: rosso, verde e blu.
Unendo quindi la possibilità di variare l'intensità della luce emessa da un led e la disponibilità di un led in grado di generare i tre colori fondamentali possiamo realizzare un simpatico esperimento con il 4431 e similari.
Intendo utilizzare 3 dei 4 generatori PWM del 4431 associando ad ognuno di essi la gestione dell'intensità di un singolo colore per produrre un effetto arcobaleno con una transizione graduale tra tutte le possibili sfumature.

L'algoritmo "arcobalenico"

Giocherellando con la tavolozza dei colori di 'Gimp' ho verificato che l'effetto si ottiene agendo sull'intensità di una singola componente RGB per volta seguendo questo semplice schema dove 255 rappresenta la massima luminosità e 0 quella minima:
  1. partenza: R=255, G=0, B=0
  2. incremento G: R=255, G=255, B=0
  3. decremento R: R=0, G=255, B=0
  4. incremento B: R=0, G=255, B=255
  5. decremento G: R=0, G=0, B=255
  6. incremento R: R=255, G=0, B=255
  7. decremento B: R=255, G=0, B=0
  8. ora mi ritrovo nella stessa condizione di partenza e quindi ripeto il ciclo dal punto 2
Per rappresentare questi passaggi sono sufficienti 4 bit organizzati nel registro Flags in questo modo:
7 6 5 4 3 2 1 0
X X X X R G B Dir

I bit R, G e B indicano su quale colore agire (=1) mentre il bit Dir indica se l'intensità di quel colore va incrementata (=1) o decrementata (=0).
Quindi proviamo a codificare i passaggi elencati sopra in termini binari:
  1. partenza: settiamo il registro R a 255, G e B a 0
  2. incremento G:  Flags = 0000 0101
  3. decremento R: Flags = 0000 1000
  4. incremento B:  Flags = 0000 0011
  5. decremento G: Flags = 0000 0100
  6. incremento R:  Flags = 0000 1001
  7. decremento B: Flags = 0000 0010

Mano al codice

Scaricate il progetto MPLAB-X qui.

Nel file main.asm il codice è organizzato nei seguenti blocchi:


Blocco interrupt

Qui abbiamo tutta la logica di interpretazione del registro Flags cioè il codice deputato ad aggiornare i segnali PWM dei rispettivi colori in base allo stato dei suoi bit.
Quando il comando impostato in Flags è stato completato (cioè quando il relativo registro del colore ha raggiunto il valore massimo o minimo) l'esecuzione passa alla label int_next che provvede ad impostare il registro Flags con la successiva sequenza da eseguire reperita tramite la tabella get_seq con il classico sistema dell'incremento del PCL (che però nel caso dei pic 18f deve essere doppio).

Blocco main

Qui abbiamo l'inizializzazione dei registri LED_R, LED_G, LED_B, Flags e SeqIndex in modo da impostare il punto di partenza della sequenza dei colori.
Si procede poi con inizializzare il modulo PWM impostando una risoluzione di 8 bit e i tempi opportuni per produrre il passaggio tra i singoli colori.
Si abilitano qui i pin da PWM0 a PWM5 come uscita PWM.
Si continua inizializzando gli interrupt ed in particolare quello del modulo PWM.


Schema elettrico

In questo caso la corrente totale richiesta per pilotare il led RGB supera i 25 mA massimi erogabili dal PICkit2 e quindi è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO ALIMENTARE IL CIRCUITO ESTERNAMENTE se non si vuole buttare nel secchio il PICkit2.
Inoltre è indispensabile utilizzare dei transistor per evitare di sovra caricare le porte del PIC: nel mio caso avendo un led RGB con anodo in comune utilizzo degli NPN tipo BC337 per adattare anche il segnale al catodo di ogni singolo led.
Nel caso che disponiate di un led RGB con catodo comune basterà semplicemente utilizzare dei PNP tipo BC327 invertendo tutte le polarità.

Nota: il led RGB in mio possesso ha in realtà una Fv (caduta di tensione) pari a 3,2 volt per G e B e di 2,0 volt per R (max 20mA per tutti) quindi per pignoleria avrei dovuto diversificare il valore delle resistenze R2 e R3 rispetto alla R4.






La BB alimentata esternamente e con la sezione 'di potenza' costituita dai tre NPN


Particolare del PICkit2 che non deve alimentare il circuito (filo rosso non connesso alla BB)


Risultato





Stay tuned!
ap

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giovedì 26 dicembre 2013

Studio PIC 18F (18F4431) #4 :: "PWM led"


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Generare un segnale PWM con i pic 18F è estremamente semplice soprattutto se questi dispongono del supporto hardware come nel caso del 4431.
Dando per scontato che si sappia già cosa sia un segnale PWM (eventualmente approfondire in rete l'argomento) vediamo come utilizzarlo per far lampeggiare un led in modo "sfumato" cioè con una progressione da spento fino alla massima luminosità e viceversa.

Iniziamo col dire che il 4431 dispone di 4 generatori PWM indipendenti tra loro in termini di duty cycle ma tutti dipendenti da uno stesso TIMER che ne determina la frequenza/periodo: questo TIMER è dedicato al modulo PWM e si chiama PTMR (non va confuso con gli altri timer del pic).
Associati ad ogni canale PWM abbiamo una coppia di pin di uscita: PWM0 e PWM1 (33-34) per il canale PWM0, PWM2 e PWM3 (35-36) per il canale PWM1, PWM4 e PWM5 (38/28-37) per il canale PWM2, PWM6 e PWM7 (29-30) per il canale PWM3.
NB: dato che i pin di uscita sono condivisi con le porte B e D sarà necessario riservare tali pin al modulo PWM tramite il registro PWMCON0.

In questo esempio utilizziamo un solo canale PWM: il canale 0 e solo il pin di uscita PWM0 (33).
I registri coinvolti sono: PTCON0, PTCON1, PWMCON0, PWMCON1, PTMRL, PTMRH, PTPERL, PTPERH, PDC0L, PDC0H.
I passi per generare il segnale PWM sono:
  1. inizializzare i registri di controllo del timer PTMR: PTCON0 e PTCON1
  2. inizializzare i registri di controllo del modulo PWM: PWMCON0 e PWMCON1
  3. impostare il numero di conteggi del timer PTMR settando i registri PTMRL e PTMRH (12 bit)
  4. impostare il duty cycle del segnale PWM settando i registri PDC0L e PDC0H (14 bit)
  5. avviare il timer PTMR settando a 1 il bit PTEN del registro PTCON1

Determinare la frequenza del segnale

La generazione del segnale PWM è molto semplice: il timer PTMR conta da 0 fino al valore impostato in PTPERL+H incrementando i registri PTMRL+H ad ogni impulso di clock pari a FOSC/4.
Si può ulteriormente scalare il clock attivando il prescaler agendo su PTCKPS<3:2> del registro PTCON0.

Se ad esempio utilizzo un quarzo da 8 MHZ avrò le seguenti possibili combinazioni:

OSC 8 MHZ
PTCKPSprescalerPTMR clockFrequenzaIntervallo incremento PTMR
001:1FOSC/42.000.000 HZ0,5 uSec
011:4FOSC/16500.000 HZ2 uSec
101:16FOSC/64125.000 HZ8 uSec
111:64FOSC/25631.250 HZ32 uSec

Quando il timer PTMR inizia il conteggio da 0 il pin di uscita è posto a livello alto e rimane cosi fino a quando il conteggio non raggiunge il valore impostato in PDCx: a questo punto il pin passa a livello basso.
Il conteggio prosegue fino a quando il valore di PTMRL+H non raggiunge il valore impostato in PTPERL+H: a questo punto PTMRL+H si azzerano, il pin di uscita torna alto e il ciclo ricomincia.
Questo è il funzionamento in modalità free-running: le altre due modalità possibili (single-shot e continuous-up/down) non sono trattate qui.

La frequenza del segnale PWM è quindi determinata da: (FOSC / 4) / ((PTPER+1) * prescaler).
Ad esempio: se il quarzo è da 8Mhz, il prescaler vale 1:4 e PTPER lo imposto a 0xFF avrò: (8.000.000 / 4) / (256 * 4) = 2.000.000 / 1.024 = 1.953,125 Hz.

Registri PDCxL e PDCH

Fino a qui sembra tutto molto semplice ma bisogna fare attenzione ad una particolare insidia che non emerge subito chiaramente dal datasheet: il valore del duty cycle (che determina il passaggio del segnale PWM a livello basso) va inserito nei registri PDCxL+H shiftato di 2 bit verso sinistra in quanto i primi due bit (1:0) di PDCxL determinano il Q-Clock cioè in quale fase di clock deve avvenire il confronto tra PTMRL+H e PDCxL+H.
PTMR e PTPER permettono di impostare al massimo un valore a 12 bit mentre PDCx a 14 bit cioè 12 bit di confronto del duty + 2 bit di impostazione su quando effettuare il confronto (vedi datasheet cap 18.6).

PDCx si presenta quindi in questo modo:
PDCxHPDCxL
XX XX 11 10 09 08 07 06 05 04 03 02 01 00 Q-1 Q-0

Dalla teoria alla pratica

Per far lampeggiare il led dobbiamo variare il duty cycle dallo 0% al 100% e dal 100% allo 0%.
Per fare questo possiamo utilizzare un timer oppure sfruttare un particolare interrupt generato dal modulo PWM ad ogni reset del timer PTMR: questa seconda possibilità è quella che ho scelto in questo caso.
Per semplificare le cose ho scelto di utilizzare solo i registri L e quindi limitare la risoluzione PWM a 8 bit.
Per avere un lampeggio lento ho ridotto il clock impostando il prescaler a 1:16 avendo quindi una frequenza di incremento pari a  FOSC/64.
La frequenza PWM sarà pari a: 2.000.000 / (256 * 16) = 488 Hz circa.
La durata del lampeggio è invece: (256*2) / 488 = 512 / 488 =  1,049 secondi circa.     

Il progetto MPLAB-X relativo a questo articolo è scaricabile qui.

Lo schema elettrico è il seguente:

Il risultato è questo:



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mercoledì 14 agosto 2013

Studio PIC 18F (18F4431) #3 :: "Blinka baby, blinka!"


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La cosa più semplice che possiamo fare con un PIC è sicuramente quella di accendere un LED collegato ad un pin di una porta digitale.
Questo nel mondo dei microcontrollori corrisponde al classico HelloWorld dell'universo della programmazione.
Riservandoci più avanti di scrivere anche noi un vero e proprio "Hello World !!!" su un display LCD per il momento ci accontentiamo di pilotare un LED per parlare di una tra le più importanti risorse dei PIC: i TIMER.

Un PIC può disporre di uno o più TIMER e per questo vengono numerati. Ogni TIMER ha le sue peculiarità, illustrate nel datasheet, ma tutti svolgono lo stesso compito: incrementare un contatore di uno con una determinata frequenza.
Quando il contatore raggiunge il suo OVERFLOW, ciòè ricomincia da 0 in quanto ha superato il valore massimo rappresentabile, viene generato un particolare interrupt (l'esecuzione del programma salta al vettore di interrupt).

Noi possiamo quindi scegliere il TIMER che più ci aggrada e configurarlo in modo da stabilire:
  • la frequenza di incremento
  • il numero di incrementi prima di raggiungere l'OVERFLOW
  • se controllare ciclicamente l'avvenuto OVERFLOW oppure abiilitare l'interrupt per far eseguire in automatico un particolare blocco di codice
Ora proviamo a far lampeggiare (to blink che diventa blinkare !) il nostro LED con una frequenza di un secondo utilizzando un TIMER per ottenere un intervallo di lampeggio molto preciso.

Datasheet alla mano vediamo che il TIMER0 del 4431 fa proprio al caso nostro in quanto:
  • può lavorare con un contatore a 16 bit permettendoci di impostare fino a 65536 incrementi
  • dispone di uno specifico interrupt
  • dispone di un prescaler programmabile fino a 1:256
Per chi non sapesse nulla sui prescaler (e postscaler) basti pensare a dei semplici divisori di frequenza: una sorta di riduttori del numero di impulsi generati dal clock principale del PIC.
Senza il prescaler abilitato il TIMER è infatti connesso direttamente al clock interno FOSC/4 quello cioè che produce un numero di impulsi pari alla frequenza dell'oscillatore divisa per 4.

Se ad esempio utilizziamo un quarzo da 8 MHZ avremo il TIMER0 che si incrementerà con una frequenza pari a FOSC HZ/4 = 8.000.000/4  = 2.000.000  = 2 MHZ.
Ogni incremento avverrà quindi con un intervallo di tempo in secondi di 1/HZ = 1/2.000.000 = 0,0000005 secondi = 0,5 uSec.
Troppo veloce per il nostro scopo: anche impostando il numero massimo di incrementi pari a 65536 il TIMER scatenerà l'interrupt ogni: 65536 * 0,5 uSec = 32768 uSec = 32,768 mSec = 0,032768 secondi.
A noi serve un interrupt ogni secondo cioè ogni 1000 mSec (1.000.000 di uSec).

In nostro aiuto arriva quindi il prescaler del TIMER0 che ridurrà ulteriormente la frequenza di clock e quindi ci permetterà di impostare un numero di incrementi nel range dei 16 bit disponibili:

OSC 8 MHZ
PrescalerFOSC/4 al TIMERIntervallo incremento TIMER
1:1 (disabilitato)2.000.000 HZ0,5 uSec
1:21.000.000 HZ1 uSec
1:4500.000 HZ2 uSec
1:8250.000 HZ4 uSec
1:16125.000 HZ8 uSec
1:3262.500 HZ16 uSec
1:6431.250 HZ32 uSec
1:12815.625 HZ64 uSec
1:2567.812,5 HZ128 uSec


Per ottenere un secondo di intervallo possiamo utilizzare una tra le seguenti combinazioni di valori tra prescaler e numero di incrementi:

PrescalerIntervallo incremento TIMERIncrementiIntervallo totaleErrore
1:3216 uSec625001 Sec0
1:6432 uSec312501 Sec0
1:12864 uSec156251 Sec0
1:256128 uSec78120,999936 Sec-64 uSec
1:256128 uSec78131,000064 Sec+64 uSec

La scelta è ampia considerando che l'errore che otteniamo è nullo per ben 3 opzioni.

Possiamo quindi scegliere la 1:128 con 15625 incrementi: procediamo dunque!

Se non lo abbiamo ancora fatto è il momento di installare il tool di sviluppo (IDE) MPLAB-X scaricabile liberamente dal sito della microchip.

Aggiungiamo allo schema di base: un LED, una resistenza da 330 e cambiamo il quarzo con uno da 8 MHZ:
NB: il 4431 può fornire al massimo 25 mA di corrente da un singolo pin e 300 mA di corrente totale prelevabile da tutte le porte. Superare i valori raccomandati nel datasheet significa mettere fuori uso il PIC.
Non è bene connettere carichi che non siano altri dispositivi digitali alle porte del PIC: qui facciamo uno strappo alla regola connettendo direttamente un LED al pin RD1 della PORTD e limitando la corrente a 10mA circa con la R2.

Avviamo MPLAB-X, creiamo un nuovo progetto standalone seguendo il wizard e copiamo in un nuovo file sorgente asm il seguente codice:
; Copyright 2013 padnest@gmail.com

; Licensed under the Apache License, Version 2.0 (the "License");
; you may not use this file except in compliance with the License.
; You may obtain a copy of the License at
;
;   http://www.apache.org/licenses/LICENSE-2.0
;
; Unless required by applicable law or agreed to in writing, software
; distributed under the License is distributed on an "AS IS" BASIS,
; WITHOUT WARRANTIES OR CONDITIONS OF ANY KIND, either express or implied.
; See the License for the specific language governing permissions and
; limitations under the License.

 LIST p=18F4431
 #include <p18f4431.inc>

; configs
 CONFIG OSC = HS
 CONFIG IESO = OFF
 CONFIG FCMEN = OFF
 CONFIG PWRTEN = ON
 CONFIG WDTEN = OFF
 CONFIG BOREN = OFF
 CONFIG MCLRE = ON
 CONFIG LVP = OFF
 CONFIG DEBUG = OFF
 CONFIG STVREN = ON

 #define LED LATD, RD1

; reset vector
 ORG 0x0000
 goto main

; interrupt vector in compatibility mode
 ORG 0x0008

interrupt:
 btg  LED
 bcf  INTCON, TMR0IF
 movlw 0xC2    ; set 15625 increments in TIMER0: 65536-15625 = 49911 (C2F7)
 movwf TMR0H
 movlw 0xF7
 movwf TMR0L
 retfie FAST

main:
 ; init PORTD
 clrf PORTD
 clrf TRISD

 ; init interrupts
 bcf  RCON, IPEN   ; disable high priority interrupts mode
 movlw b'10100000'   ; GIE + TMR0 enabled
 movwf INTCON

 ; init TIMER0
 movlw 0xFF    ; set 1 increment in TIMER0
 movwf TMR0H
 movwf TMR0L
 movlw b'10000110'   ; starting TIMER0 + 16bit mode + prescaler enabled (0) at 1:128 (110)
 movwf T0CON
 
loop8:       ; infinite loop
 goto loop8

 END

Compiliamo ed eseguiamo il programma nel PIC (clccando sull'apposita icona in MPLAB-X) e vedremo lampeggiare il led con l'intervallo voluto: 1 secondo acceso e un secondo spento.

Variante: volendo adesso raddoppiare la velocità di lampeggio in modo che il led resti acceso per 0,5 secondi e spento per altri 0,5 secondi come ci conviene intervenire sul programma?

Provate a modificare il valore del prescaler da 1:128 a 1:64, cambiando quindi la linea:
movlw b'10000110'   ; starting TIMER0 + 16bit mode + prescaler enabled (0) at 1:128 (110)
in
movlw b'10000101'   ; starting TIMER0 + 16bit mode + prescaler enabled (0) at 1:64 (101)


Stay tuned!
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